Pesca: Lampis (Fdi-An), la Regione paghi subito gli indennizzi ai pescatori di Capo Frasca

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Cagliari, 18 set. 2015 – “Il tempo delle promesse è terminato assieme alla pazienza dei pescatori che operano intorno a Capo Frasca. Come un anno fa l’assessore dell’agricoltura Elisabetta Falchi, ora è Pigliaru a fare melina, invece di pretendere con decisione gli indennizzi per il fermo pesca imposto durante le esercitazioni nel Poligono dell’Aeronautica militare”. Lo chiede Gianni Lampis, Consigliere regionale della Sardegna, (Fdi-An), che invita il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, a intervenire con il Governo perché anche i pescatori delle marinerie del Medio Campidano e dell’Oristanese abbiano finalmente i rimborsi, sempre promessi, ma mai arrivati.

“Non c’è più tempo da perdere – continua il consigliere regionale di Arbus – durante le attività del Poligono di Capo Frasca chi vive di pesca non può operare nel tratto di mare da Marceddì sino alla marina di Pistis nel comune di Arbus. Questo blocco non è mai stato risarcito in alcun modo e Pigliaru non può limitarsi a mandare letterine al Ministero, batta i pugni sul tavolo e pretenda da Roma che i fondi arrivino immediatamente”.

La situazione è particolarmente grave se si considera la disparità di trattamento di questi pescatori rispetto a quelli che operano a Teulada e nel sud est dell’Isola. “Anche intorno a Capo Teulada e a Quirra viene imposto il blocco durante le esercitazioni – ricorda Lampis – ma i pescatori ricevono gli indennizzi per questo. Perché non c’è lo stesso riguardo per chi opera intorno a Capo Frasca?”.

L’esponente d’opposizione invita Pigliaru a un’azione più decisa per sbloccare la situazione e avere subito i fondi necessari, senza attendere una più generale revisione dei rapporti Stato-regione sulle servitù, “perché chi di pesca vive non può essere schiavo delle lungaggini burocratiche.Se il governatore ha ancora un minimo di considerazione a Roma si faccia sentire – conclude Lampis – e ne approfitti anche per chiedere che gli indennizzi destinati ai Comuni su cui gravano le servitù militari siano esclusi dai vincoli imposti dal patto di stabilità, in modo da essere immediatamente spendibili”.

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