Rifiuti: Zuncheddu (SL), a Sant’Elia e nella “porta turistica” di Cagliari 5993 mq di EcoCentro

Cagliari,10 set. 2015 – “Le preoccupazioni dei cittadini dei quartieri individuati per l’installazione degli ecocentri e la vocazione dei luoghi, da Via San Paolo a Sant’Elia, non hanno avuto alcun peso sulle decisioni dell’Aula comunale di Cagliari”. Lo afferma Claudia Zuncheddu, leader di Sardigna Libera, in merito alla discussione di ieri in Consiglio Comunale di Cagliari. “Tra incoerenze e violazioni gli ecocentri previsti per Sant’Elia e Via San Paolo – dice laZuncheddu – vengono votati a maggioranza. La localizzazione di questi siti, seppur indispensabili, richiede uno studio attento ancor più quando come in quello destinato a Sant’Elia, di “tipologia B”, possono essere conferiti rifiuti differenziati provenienti da tutta la città, compresi quelli pericolosi: solventi, acidi, prodotti fotochimici, rifiuti contaminati da mercurio, olii esausti, pesticidi, farmaci scaduti. Infatti per i rischi ambientali il centro di tipologia B è regolato dal Codice dell’Ambiente e non può essere situato a ridosso dei centri abitati”.

Sant’Elia è il quartiere più popolato della città “e non può sacrificare sull’altare di nessun ecocentro i suoi 6000 metri quadri di verde pubblico a ridosso dell’edificio delle Mercedarie – dice Claudia Zuncheddu -, di un Istituto per anziani, di una scuola elementare e dei suoi orti urbani curati dai bambini, nonché  sul  crocevia da cui si snodano i più importanti percorsi turistico-naturalistici di Cagliari, dal Colle di Sant’Elia, a Calamosca, al Poetto, alle Saline, al Parco di Molentargius: la porta turistica della città e di un quartiere che in termini di sofferenza e di discriminazione ha già dato e per la sua vocazione turistico-naturalistica/storica e archeologica attende di essere valorizzata.Sant’Elia come San Bartolomeo, costruiti su terreni paludosi colmati con materiali di riporto, con i vistosi cedimenti di pavimenti stradali e dei palazzi da Piazza Falchi a Via Prunas indicano l’inadeguatezza del terreno a sopportare il colossale ecocentro e il peso del traffico di auto e di mezzi pesanti provenienti da tutta la città, oltre alle attività nel Centro stesso”.

“L’inquinamento dell’aria e acustico, del suolo e del sottosuolo – prosegue la ex consigliere regionale -, per sversamenti anche accidentali di sostanze tossiche, deve far desistere i nostri amministratori. Nessuna impermeabilizzazione per l’instabilità del terreno può garantire la sicurezza del sottosuolo e delle falde idriche.La salute ambientale e dei residenti di Sant’Elia come già denunciato da Medici che operano nel quartiere, è ad alto rischio per la sua costante esposizione all’inquinamento prodotto dalla Saras e dall’inceneritore del Cacip. Il quartiere di Sant’Elia e la porta turistica della città di Cagliari meritano un altro biglietto da visita”.

“Per dovere di cronaca, avendo assistito al dibattito e alle votazioni, pubblico l’esito del voto di martedi 08 settembre – Seduta del Consiglio Comunale di Cagliari – Ordine del giorno: dibattito sugli Ecocentri: 33 consiglieri presenti, 22 votano SI, 10 astensioni, 1 voto contrario (Paolo Casu)”.

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