TRASPORTI: PILI, SALVARE LA SAREMAR PER SCACCIARE I PIRATI DEL MARE DALLE ISOLE MINORI

MANIFESTAZIONE CON CENTINAIA DI MARITTIMI A CARLOFORTE: SALVAGUARDARE PERSONALE E SERVIZIO PUBBLICO

pili carloforte

Cagliari, 8 set. 2015 – “La Saremar deve essere salvata ad ogni costo per impedire che i pirati del mare mettano le mani anche sulla continuità territoriale per le isole minori. Se la Regione continuerà a perseguire una strada suicida con il fallimento della Saremar sarà chiaro il suo obiettivo di regalare anche quelle rotte ai privati amici. Sostenere, come sta facendo amici la Regione, l’impossibilità di mantenere pubblica la continuità territoriale per le isole minori e per la Corsica è semplicemente la strada più facile per svendere le rotte ai signorotti del mare che speculano sulla Sardegna. Tutto questo deve essere impedito. Per questa ragione la manifestazione di oggi è il primo passo per denunciare con forza la complicità di molto su questa vicenda. Ora più che mai, alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo sulle rotte principali della continuità territoriale bisogna intervenire per integrare in senso più garantista le disposizioni in materia”.Lo ha detto questa sera il deputato sardo di Unidos Mauro Pili nel corso di un’affollata manifestazione di Unidos in piazza a Carloforte con il personale Saremar e i cittadini dell’isola. 

“Abbiamo definito un percorso puntuale e definito – ha detto Pili – con richiami chiari e codificati per affrontare il salvataggio della Saremar. Tutto questo deve avvenire nel presupposto che si tratta di un diritto inalienabile e riconosciuto di unservizio universale e della continuità territoriale con le isole. E’ un servizio che costituisce un diritto fondamentale e inalienabile alla mobilità di passeggeri da tutelare in ogni modo a partire da una gestione in house anche attraverso il ricorso ad un possibile ramo marittimo dell’Arst”.

“Bisogna fermare le possibili ulteriori speculazioni nell’ambito dello svolgimento di un servizio pubblico – ha proseguito il deputato di unidos – e per questo occorre mettere in campo un’azione supportata da norme e giurisprudenza, in grado di superare la mala gestione di questi anni e individuare un percorso immediato. Il primo presupposto – ha sostenuto Pili – è legato al fatto che le norme vigenti non si applicano sino alla definizione delle norme di attuazione. In tal senso la norma del 2009 è chiara: Per le regioni a statuto speciale l’efficacia delle disposizioni di cui ai commi da 1 a 22 è subordinata all’emanazione, ove occorrente, di apposite norme di attuazione”. 

“In questo quadro di ridefinizione della completa strategia assume rilievo l’esigenza di mantenere in capo alla Regione la gestione del servizio di continuità territoriale tra le isole minori. In tal senso – precisa Pili – ci sono due elementi decisivi. Il primo è quanto disposto dalle stesse comunicazioni europee e dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea. In prima battuta la Direzione generale Energia e Trasporti, della commissione europea ha scritto: “ai fini  dell’applicazione del regolamento 3577/92 sul cabotaggio marittimo è del tutto  irrilevante che gli operatori del servizio pubblico siano pubblici o privati”. A questo si aggiunge il dispositivo della corte di giustizia che viene richiamato così dalla Commissione Europea: “se  le regioni effettuano il servizio “in house” ai sensi della sentenza  Anav della Corte di giustizia (C-410/04) e tutti i relativi requisiti sono  rispettati, il regolamento 3577/92 può considerarsi correttamente applicato”.

E questo riconoscimento di funzione pubblica di Saremar è esplicitato dalla stessa Commissione :Sembrerebbe in effetti che Saremar agisca per conto della RAS come strumento per l’attuazione delle politiche di trasporto marittimo e sviluppo regionale della RAS. “Per questo motivo – ha detto Pili –  siamo pronti alla guerra contro la regione e i suoi complici se porteranno avanti questo piano scellerato che metterà in strada 350 famiglie”.

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