SCUOLA: PILI, SEI GIORNI PER IMPUGNARE LA LEGGE CHE CANCELLA PER SEMPRE QUELLA SARDA

Cagliari, 7 set. 2015 – “Fermate la pseudo riforma che sta devastando la Scuola Sarda e sta umiliando centinaia di docenti sardi costretti ad una vera e propria deportazione senza precedenti. Se non si impugna la legge la regione rinuncerà per sempre alle sue prerogative costituzionali e statutarie in materia di pubblica istruzione. E’ un punto di non ritorno pericolosissimo per la Scuola Sarda. Lo Statuto Speciale della Sardegna non è di destra, non è di sinistra. E’ lo Statuto, seppur limitato e inattuato, dell’intero Popolo Sardo. Nessuno ne può disporre a proprio uso e consumo. La legge della mala scuola è un’offesa alla Sardegna e ai Sardi e cancella prerogative e competenze esclusive della Regione. E’ un dovere, un obbligo impugnare quella legge che sta deportando centinaia di insegnanti sardi, frantumando famiglie e continuità didattica e pregiudicando per sempre l’organizzazione di una Scuola Sarda”. Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili che dopo gli Stati Generali della scuola sarda che hanno visto la massiccia partecipazione di tutti i comitati territoriali e di categoria da tutta la Sardegna lancia un appello per la tutela dello Statuto sardo a difesa delle prerogative in capo alla regione in materia di istruzione.

“Mancano sei giorni alla scadenza dei termini perchè la giunta regionale impugni la legge di riforma davanti alla Corte Costituzionale. Sei giorni nei quali la Sardegna si gioca il futuro di migliaia di docenti e il futuro di una scuola a dimensione di Sardegna e Sardi. Un punto di non ritorno, se non si difendono ora – denuncia Pili – sarà una rinuncia perenne a quei poteri. Saranno sei giorni di mobilitazione e se la giunta regionale non impugnerà la legge sarà compiuto un atto di servilismo senza precedenti che umilierà la Sardegna tutta. Sarà svenduta per sempre la competenza esclusiva dell’organizzazione scolastica e tutto questo per un vile atto di sottomissione al governo renzi. Tutto questo – ha proseguito il deputato di Unidos – è inaccettabile. Per questo motivo il Coordinamento per la Difesa della Scuola Sarda attende nelle prossime ore la convocazione dell’incontro con il Presidente del Consiglio Regionale perchè sia la massima assise a imporre l’impugnativa della legge. Siamo dinanzi ad una riforma bislacca, irragionevole e irrazionale che farà emigrare centinaia di docenti sardi con tutti i gravissimi e insormontabili problemi di continuità territoriale e nel contempo manderà in Sardegna centinaia di docenti provenienti in gran parte da Sicilia, Campania, Calabria. E’ una legge che distrugge le famiglie, – ha sostenuto Mauro Pili – aggredisce al cuore l’aspirazione di una Scuola Sarda, con docenti sardi, cancella i poteri della regione in materia scolastica, dall’organizzazione alla didattica”.

“Per questa ragione tutte le forze politiche devono scegliere da che parte stare, da quella della sottomissione o della reazione. In ballo c’è il futuro della Scuola Sarda, architrave fondamentale del futuro della Sardegna. Da oggi – ha concluso Pili – se non ci saranno risposte sarà mobilitazione ancora più dura contro chi sta svendendo la Scuola Sarda sull’altare del servilismo e della sottomissione politica e istituzionale”.

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