Incendi: elicottero caduto in Sardegna, il ricordo di un sopravvissuto

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Cagliari, 21 agosto 2015 – Nella lunga e tormentata storia degli incendi in Sardegna c’è un precedente all’incidente aereo accaduto oggi tra Arzana e Lanusei in provincia Ogliastra dove un elicottero Ecureiul B3 della Star Work Sky, in servizio antincendio per conto della Regione Sardegna, è precipitato per cause in corso di accertamento. Il pilota, Tommaso Miola, 33enne veneto e lo specialista di volo Cristian Ligas 36enne di Cardedu (Ogliastra), sono rimasti feriti. Miola è stato trasportato con l’elicottero dei vigili del fuoco all’ospedale San Francesco di Nuoro per traumi alla colonna vertebrale, Ligas è uscito dall’elicottero con le sue gambe. E’ stata aperta un’inchiesta.

Erano le 13 del 1 settembre del 1991. Il ‘Lama’ decollò dalla base di Villasalto (Ca) per spegnere un incendio in località Tasonis, nelle montagne di Sinnai, nell’hinterland di Cagliari. A bordo del Lama Sa315B dell’Elialpi, affittato dalla Regione sarda, c’erano il pilota Simeone Camalich, 39enne e lo specialista di volo Sergio Salis, all’epoca 28enne di Selargius (Ca). Sul posto lo specialista scende a terra come da procedura e prepara la benna per il pescaggio ed il trasporto dell’acqua, poi “siccome conoscevo il posto ho detto al pilota che lo avrei accompagnato e sono risalito a bordo”. Lo racconta Sergio Salis, specialista di bordo di elicotteri, ex sergente dell’aviazione dell’Esercito, che nel 1991 rimase vittima di un incidente aereo proprio in fase di spegnimento di un incendio.

Il ricordo è ancora nitido: l’elicottero precipitò e il pilota morì sul colpo, per Salis inizia il calvario, fisico e giudiziario. Terminato nel “novembre del 2013 in Cassazione, con la dichiarazione dell’inammissibilità del ricorso, e con una pensione dimeno di 1000 euro”.

Dopo alcuni lanci “mentre stavamo spegnendo gli ultimi focolai, la benna è rimasta incastrata tra le rocce mentre prendevamo quota. La macchina (così chiamano l’elicottero gli addetti ai lavori, ndr) era a circa 8 metri da terra, e ci siamo spostati lateralmente di qualche metro, ma la benna si è incastrata tra le rocce”. Poi una frustata, il cavo d’acciaio si tende all’inverosimile e si rompe. Il rinculo è fortissimo e colpisce l’elicottero sfondando il serbatoio. Sono attimi di terrore,interminabili, fino allo schianto al suolo. Camalich muore sul colpo, Salis perde i sensi. Gli verranno riscontrate oltre 200 fratture multiple, 11 vertebre rotte.

Per un anno rimane paralizzato e con poche speranze di tornare a camminare, ma alla fine c’è riuscito. Dopo aver appreso la notizia di oggi rivive quei momenti e prova rabbia: “Non si può. Se la Regione sarda spendesse meglio quei soldi per pulire e sorvegliare i boschi tutto l’anno queste cose non succederebbero. I soldi resterebbero in Sardegna e ci sarebbe lavoro per molti disoccupati”. Ora a 52 anni vive nella sua città, Selargius, con mogie e figli e “una misera indennità che non arriva a 1000 euro al mese”.

Nella foto: un ‘Lama’ simile a quello dell’incidente in cui morì Camalich e rimase gravemente ferito Salis, considerato uno degli elicotteri più affidabili

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