Migranti: Cagliari, è emergenza in città, vogliono lasciare l’isola = Mobilitazione straordinaria Caritas

Cagliari, 14 agosto 2015 – E’ ormai una vera e propria emergenza ‘migranti’, a Cagliari. Gli eritrei, ma anche i somali, e alcuni di altra nazionalità, arrivati il primo agosto con la nave tedesca Schleswig Holstein che li ha salvati nel canale di Sicilia, che dopo alcuni giorni di bivacco e un tam tam tra loro sparsi nelle struttire di accoglienza in tutta l’Isola, chiedono di lasciare la Sardegna dopo che alcuni hanno ottenuto il permesso di imbarcarsi sul traghetto per Civitavecchia. Vogliono raggiungere parenti e amici soprattutto in Francia e Inghilterra. Da alcuni giorni stanno presidiando il porto e dormono sotto i portici del comune, dopo aver occupato la piazza Matteotti, costringendo il comune a pulizie straordinarie. Sul posto agenti della polizia e carabinieri tengono sotto controllo la situazione, anche se non ci sono stati disordini, a parte brevi interruzioni del traffico in via Roma.

La Caritas diocesana e il Comune di Cagliari hanno organizzato per oggi, in stretta collaborazione con la Prefettura e la Questura, “un servizio di accoglienza straordinaria e temporanea dei profughi eritrei presenti in città”, spiega la Caritas. A dimostrazione che il fenomeno sta assumendo toni preoccupanti, la Diocesi, “per fronteggiare al meglio il servizio di accoglienza la Caritas accoglie beni di primo conforto come vestiario (uomo e donna e poco bambino), scarpe, infradito, asciugamani, bagnoschiuma, occorrente per la barba. Consegna presso sede operativa della Caritas diocesana in Viale Fra Ignazio 88”. Alcuni non vogliono però farsi fotosegnalare dalla polizia e senza documenti non possono partire, anche se hanno comprato il biglietto per la nave.

Intanto scoppia la polemica sull’accoglienza: “Vedendo i migranti che dormono sotto il Municipio di Cagliari mi chiedo se questa è l’accoglienza che ha in mente la Giunta Zedda” così Piergiorgio Massidda presidente di Cagliari Free Zone ed ex parlamentare commenta la drammatica situazione in città. “Se questa Giunta è incapace di affrontare l’emergenza chieda aiuto, batta i pugni e protesti con il Governo ‘amico’ e avrà il sostegno dei Cagliaritani. Ma così non si può più andare avanti”.

“In città – dice Massidda – è ormai saltato l’intero sistema dell’accoglienza”. Il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda replica su facebook: “Quello che si sta verificando è esattamente ciò che abbiamo sempre detto ai tavoli istituzionali convocati dalla Prefettura: senza un piano preciso al di là dell’emergenza non si sarebbero dovute portare in un’isola persone che per la maggior parte vedono nell’Italia un luogo di passaggio. Salvati nel Mediterraneo – dice il sindaco -, sono stati portati nei centri presenti in diversi Comuni della Sardegna che hanno poi abbandonato per tornare verso Cagliari, vicino al porto, sperando di poter lasciare l’isola. Dopo aver manifestato la volontà di ripartire ora stanno iniziando a rifiutare il cibo”.

“La loro è una protesta, non vogliono neppure un tetto sotto cui sistemarsi la notte: vogliono solo lasciare la Sardegna. Su questo il Comune non può fare nulla: non è assolutamente nei poteri del Comune adottare un qualunque provvedimento che possa superare questa situazione. L’emergenza ora è assistere questi uomini e queste donne che iniziano a rifiutare ogni tipo di aiuto e lavorare a una soluzione che speriamo arrivi presto. Non abbiamo certo l’esigenza di rispondere a chi tenta di speculare su questa situazione”, conclude Zedda. “Lasciati aiutare, da solo non puoi fermare il fenomeno”, replica concludendo Massidda.

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