Ambiente: è emergenza a Riola Sardo, Rio Mar’e Foghe infestato dal giacinto d’acqua

Oristano, 28 lug. 2015 –  Ha più l’aspetto di un prato che quello di un corso d’acqua, ma il Rio Mar’e Foghe, a Riola Sardo (Or), è un immenso tappeto di giacinti d’acqua, una specie tropicale infestante che sta mettendo a dura prova l’ecosistema del corso d’acqua e della laguna. Otto chilometri di fiume infestato da questa specie non autoctona arrivata misteriosamente in Sardegna, dove ha trovato condizioni climatiche ideali per la sua smisurata proliferazione e che potrebbe costituire un problema dal punto di vista idrogeologico e sanitario. Ma soprattutto economico, visto l’incalcolabile danno alla fauna ittica, che mette a dura prova il sistema della pesca nelle lagune oristanesi.

Si tratta di una pianta acquatica (idrofita) galleggiante, appartenente alla famiglia delle Pontederiaceae, che cresce sulla superficie di fiumi, canali e laghi delle regioni tropicali. Originaria del bacino dell’Amazzonia costituisce la principale fonte di cibo del lamantino amazzonico. Nelle zone in cui è stata successivamente introdotta dall’uomo, a causa del suo elevato tasso di crescita, è invece divenuta invasiva e inserita nell’elenco delle 100 specie aliene più dannose del mondo. Un problema che si è verificato per la prima volta cinque anni fa, nel 2010, che ormai è diventato cronico. Negli anni scorsi il giacinto d’acqua è stato rimosso con una pala meccanica sistemata su una chiatta, ma ormai i sindaci dei paesi interessati, Riola Sardo in testa, chiedono un intervento urgente e risolutivo.

Pare che l’origine dell’infestazione dei canali dell’Oristanese – spiega Mario Virdis nel suo blog – derivi da un progetto avviato alcuni anni fa per realizzare un impianto sperimentale di depurazione delle acque che prevedeva proprio l’utilizzo del giacinto d’acqua, pianta già nota per quest’uso fitodepurante. Per avviare la sperimentazione furono predisposte quattro vasche ed una coltivazione di giacinti, in un campo sperimentale proprio a ridosso del Rio Mar’e Foghe. Il progetto, messi in piedi ma mai portato a compimento per mancanza di fondi, restò per lungo tempo dimenticato e l’abbandono delle vasche e dell’attrezzatura lasciata sul campo potrebbero aver creato i presupposti per il “salto” del giacinto dalle vasche abbandonate al rio Mar’e Foghe. 

Nei giorni scorsi anche l’assessore dell’Ambiente della Regione Sardegna, Donatella Spano, ha visitato il Rio Mar’e Foghe, riscontrando l’abnorme eccessiva diffusione della pianta che minaccia la laguna e le zone umide. “C’è la necessità di intervenire immediatamente con il prelevamento meccanico della specie e dettando norme di comportamento, sulle quali chiameremo a vigilare il Corpo forestale” ha commentato l’assessore Spano. E’ stato convocato un tavolo tecnico interassessoriale con l’Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna, Provincia di Oristano e amministratori comunali.

(Foto Antonio Fugazzaro)

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