Scuola: Sardegna, precarie in sciopero della fame contro ddl ‘Buona scuola’

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Cagliari, 18 mar. 2015 – I precari della scuola della Provincia di Oristano e del Medio Campidano, in Sardegna, iniziano da domani lo sciopero della fame contro il ddl “La buona scuola”. Lo sciopero sarà per ora a staffetta ed è rivolto a tutto il personale della scuola, precario e non. Anche la Sardegna ha raccolto la staffetta romana dello sciopero della fame. Ad iniziare lo sciopero delle fame è stata ieri la docente  di musica  Daniela Gabbrielli. Oggi l’azione di protesta della collega di lettere Alessandra Giarrusso. Domani la staffetta dello sciopero passerà al Medio Campidano. Ad effettuarlo sarà Simona Lobina, insegnante di Lingue Straniere. Abilitata sia in Francese, con il Tfa all’Università di Roma Torvergata, che in Inglese,con il Pas all’Università di Cagliari. Attualmente iscritta in 2° fascia nelle Graduatorie di Istituto della Provincia di Oristano ed in servizio presso la Scuola Secondaria di I° grado.

La protesta, che coinvolge anche altri insegnanti della provincia di Oristano, è rivolta soprattutto in relazione ai risvolti “drammatici legati al famigerato piano di assunzioni che comporterà per i precari di II e III Fascia d’Istituto un ulteriore selezione tramite Concorso, nonostante questi siano già abilitati e con decenni di servizio alle spalle”. Già ieri si è svolto un presidio di insegnanti sotto il palazzo della Regione Sardegna “al fine di denunciare il reale volto dei provvedimenti governativi che sbandierano una campagna di assunzioni mentre attuano, in realtà, un provvedimento di licenziamenti in cui docenti abilitati, attualmente in servizio precario, perderanno il posto ricoperto per anni”.

“Aderisco allo sciopero della fame –spiega Simona Lobina – come estrema forma di protesta perché è assurdo che dopo la laurea, prove selettive per accedere ai percorsi di abilitazione, esami sostenuti per conseguire le due abilitazioni, tasse universitarie pari a 2500 euro per ogni corso e dopo oltre 10 anni di precariato, oggi il governo Renzi pensi di cancellare il precariato non applicando la Sentenza Europea ma cancellando con una legge gli oltre 100.000 precari che fino ad oggi hanno garantito l’esistenza della scuola pubblica ed il diritto all’istruzione dei cittadini italiani”.

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