FISCO: PILI CONTRO RISCOSSIONE, FERMARE IL FALLIMENTO DELLA SARDEGNA

IL DEPUTATO DI UNIDOS: EQUITALIA CHIEDE 8 MILIARDI AI SARDI

Cagliari, 18 mer. 2015 – “La Sardegna corre verso il fallimento economico e sociale. Tutto questo nel silenzio più assoluto per un’aggressione dello Stato senza precedenti che sta mettendo in ginocchio l’isola. Equitalia, secondo i dati forniti dal governo agli uffici studi della Camera dei Deputati, ha emesso cartelle per oltre 8 miliardi di euro (8.069.758.046 euro). Una cifra pari all’intero bilancio annuale della regione. Tutto questo sta mettendo sul lastrico l’economia dell’isola dalle famiglie alle imprese, dalle attività artigianali a quelle agricole. Una vera e propria ecatombe che porterà tra le 700/1000 aziende all’asta da qui ad aprile. Una situazione drammatica che rappresenta la vera emergenza dell’isola per la quale serve immediatamente un provvedimento di moratoria in grado di bloccare tutte le azioni giudiziarie in atto e la riscossione violenta di Equitalia a partire da un sistema che moltiplica all’ennesima potenza il debito iniziale aggiungendo interessi, sanzioni, more e quant’altro, comprese prebende e premialità che verrebbero concesse al sistema. Per questa ragione è indispensabile un’azione decisa e determinata che possa fermare questo omicidio di Stato che sta cancellando imprese e famiglie. In questo senso ho chiesto al Presidente della Camera e a quello della Commissione Finanze della Camera di portare immediatamente in discussione, entro e non oltre questo mese, la proposta di legge popolare promossa da Unidos con oltre 70.000 firme”.

Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili annunciando un’urgente e decisa azione parlamentare, legislativa e ispettiva per riportare al centro del dibattito parlamentare la drammatica situazione della Sardegna. “Serve una moratoria immediata e urgente senza perdere altro tempo, per le aziende agricole e le imprese artigianali. In questa direzione esiste già una proposta di legge che ha raccolto 70.000 firme. Non si possono accettare altri ritardi e altre dilazioni. Boldrini anziché fare gite turistiche in Sardegna deve imporre tempi per la proposta di legge sul sistema di riscossione che cancelli tutto l’indebito guadagno di Equitalia e dello Stato. Su questo metteremo in campo una mobilitazione durissima perché è inaccettabile che stiano morendo una miriade di imprese senza che si faccia niente in tal senso. La Regione non può continuare a nascondere questa realtà senza promuovere nessun tipo di azione. Non si possono lasciar morire le imprese senza tentare di tutto per salvarle, a partire da un ruolo diretto della regione nel salvataggio attraverso la Sfirs”. “Venerdì prossimo sarà istituito un coordinamento che riguarda tutte quelle associazioni che vorranno condividere un’azione congiunta su questo tema, da Antiequitalia a Stop Aste. In queste ultime settimane si è lavorato ad una proposta operativa condivisa con queste associazioni, a questo seguiranno iniziative di mobilitazione in grado di reagire a questo drammatico momento che sta vivendo la Sardegna. Otto miliardi di euro sulla testa della Sardegna sono un macigno inaccettabile che rischia di schiacciare per sempre le prospettive di ripresa dell’economia sarda. Bisogna serrare le fila per sconfiggere questo tsunami che lo Stato sta violentemente scaraventando sulla Sardegna”.

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