Difesa: Aeronautica, agitazione personale civile e militare contro chiusura base Decimomannu

Cagliari, 21 febbraio 2015 – Agitazione tra il personale civile e militare dell’aeroporto di Decimomannu (Ca) per il timore di una imminente chiusura del poligono di Capo Frasca strettamente legato alla base del Reparto Sperimentale Standardizzazione al Tiro Aereo di stanza nella base dell’hinterland cagliaritano. “In un accordo tra il Ministero della Difesa e la Regione Sardegna si è stabilita la chiusura delle operazioni per 4 mesi a fronte dei 2 mesi invece previsto con l’accordo tecnico con la German Air Force”, affermano in una nota congiunta Mario Grieco del Fisascat-Cisl (settore Usa-Nato), il Segreterio Generale di Cisl-Fp, Giovanni Sainas, e Antonsergio Belfiori, delegato nazionale del Cocer Interforze in rappresentanza del personale militare.

“Infatti – spiegano sindacati e Cocer – l’aeronautica tedesca, presente sull’isola da oltre 30 anni, potrebbe valutare di  recedere da ogni impegno e trovare soluzioni altrove lasciando per sempre la Sardegna. I tedeschi pagano la gestione al 50% del poligono e della base di Decimo nella quale ricade, tra stipendi, acquisti di beni e servizi e indotto, una somma che supera i 100 milioni di euro l’anno e dove vi operano oltre 1500 lavoratori tra civili, militari e personale delle oltre 80 ditte che operano a vario titolo”.

“Un danno economico e sociale senza precedenti”, sostengono i sindacati. “Se i tedeschi andranno via – dicono Belfiori, Sainas e Grieco -, l’Italia non potrà permettersi il mantenimento della struttura e quindi il risultato sarà che l’Aeronautica lascerà l’isola e tantissimi lavoratori in mezzo a una strada. Il servizio di soccorso e antincendio con elicotteri Sar, il servizio meteorologico e il fondamentale servizio di radar avvicinamento per gli aerei civili che atterrano a Elmas sarà seriamente compromesso se questa realtà dovesse soccombere alle scelte politiche fatte fin’ora”.

Fiscat-Cisl, Fp-Cisl e Cocer  hanno indetta un’assemblea urgente con tutto il personale civile che opera nella base militare, per lunedì 23 febbraio dalle 10 alle 12 per discutere “tutti insieme sulle azioni da porre in essere per scongiurare tale disastro”.

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