Finanziaria 2015: E se si adottassero le buone pratiche?

di Fulvio Tocco

A proposito di bilancio regionale

cons reg

Per stimolare la crescita non è vero che servono sempre ingenti risorse finanziarie: occorre una pubblica amministrazione al servizio della crescita

Per una trasformazione profonda dell’economia regionale è necessario considerare il Territorio come risorsa partendo dalla coltivazione delle campagne. La proposta non è del tutto utopistica. Basta un investimento minimo e un Piano straordinario finalizzato che coinvolga i contadini e le amministrazioni locali. Il lavoro di supporto può essere svolto benissimo dalle agenzie Agricole. La Sardegna che produce ciò che consuma sarebbe più credibile sul mercato. La forza di acquisto e consumo dall’allevamento isolano renderebbe la Sardegna meno dipendente dai mercati internazionali. Pensiamo, dunque, a un mercato arricchito da un grande afflusso di derrate proteiche ottenute in casa. Oggi l’allevamento, che occupa il secondo posto In Italia (3.800. 000 capi), non sprigiona il massimo della sua forza a causa dei consumi di alimenti che provengono da mercati esterni. Quella parte di beneficio, che equivale ad una grande industria, va altrove. Per realizzare questo programma occorre entrare nella logica di un Tempo per la domanda e un Tempo per la risposta. Un Tempo per la raccolta e un Tempo per chiudere la pratica. E dopo un annata ce ne sarà un’altra; …e un’altra ancora. Per non importare grandi quantità di sementi il Piano sarà attuato per gradi al fine di consentire ai contadini di usare le sementi aziendali. Per coltivare la campagna pensiamo a un’amministrazione pubblica nella quale la trasparenza totale e la cultura della valutazione consentano di dare spazio al merito; che restituisca ai suoi dipendenti l’orgoglio e il prestigio della funzione pubblica diventando artefici della crescita. Il miglioramento dei servizi pubblici è un obiettivo primario e irrinunciabile per la nostra terra e le attività produttive, che hanno una funzione strategica, non possono essere sempre in capo al sistema regione. Questo sistema ha spesso tradito le aspettative. La pubblica amministrazione oggi è prevalentemente al servizio di se stessa, degli interessi dei propri addetti. Occorre riorientarla, in modo da porla prioritariamente al servizio della crescita. Ciò si può ottenere leggendo meglio le esigenze del territorio, dei cittadini e delle imprese. Con un Piano straordinario, finalizzato alla coltivazione delle leguminose i contadini potranno valutare l’operato e i tempi delle amministrazioni. Il miglioramento sarà imposto come obiettivo realistico e misurabile. Il ritorno sull’investimento sarà visibile sull’aspetto socio-economico ed ambientale in una sola annata. A volte la crescita può essere stimolata anche solo dalle briciole del bilancio regionale. La questione è politica.

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