Difesa: Sardegna, aeronautica tedesca pronta a lasciare Decimomannu

image Cagliari, 23 gen. 2015 – Si addensano nubi sempre più fitte sulla base dell’Aeronautica italiana di Decimomannu, in Sardegna. Dopo l’accordo siglato l’8 gennaio scorso tra il sottosegretario della Difesa Domenico Rossi e il presidente della Regione sarda, Francesco Pigliaru, la Luftwaffe sarebbe pronta a traslocare dalla Sardegna verso poligoni in Paesi confinanti. La decisione dei vertici dell’Aeronautica militare tedesca, in valutazione, sarebbe legata ai contenuti dell’accordo tra Ministero della Difesa e Regione sarda prevede la chiusura del poligono di tiro di Capo Frasca (Arbus, Ca), per ulteriori due mesi rispetto agli anni passati (luglio e agosto), cioè dal 1° giugno al 1° ottobre 2015. E siccome i tedeschi pagano all’Aeronautica italiana il 50% dei costi di gestione del poligono, intendono trasferirsi, anche in ragione del “clima migliore” in fatto di gradimento dei militari, dove i piloti si possono addestrare con continuità. Fatto che con la chiusura per 4 mesi del poligono di Capo Frasca non sarebbe più possibile alla luce dell’accordo tra Difesa e Regione sulla riduzione delle servitù militari nell’isola. Dopo la notizia del trasloco in Sicilia, a Trapani, della più importante esercitazione della Nato, la Trade Juncture 2015, che vedeva impegnati, da ottobre a novembre, 80 aerei e 5mila uomini, e che si teneva da sempre in Sardegna, proprio a Decimomannu, lo Stato Maggiore dell’Aeronautica, avrebbe fermato i progetti ambiziosi messi in cantiere per la base sarda alla luce delle nuove difficoltà nate con la sigla dell’accordo tra Difesa e Regione, ed è in attesa delle decisioni dei colleghi tedeschi. L’aeroporto militare è strettamente legato alla partnership tedesca con conseguenze di chiusura che penalizzerebbero  il personale civile e militare sardo che lavora all’interno della base. Come conseguenza immediata per la Sardegna ci sarebbe quella del trasferimento anche dell’80° Gruppo Sar dell’Aeronautica, unico che utilizza nell’isola elicotteri abilitati al volo notturno per i soccorsi, che si sono schierati in prima linea in occasione dell’alluvione del 2013, e per numerosi altri interventi di salvataggio e umanitari, la chiusura dell’Ente di controllo dello spazio aereo militare, che gestisce anche il traffico civile (che passerebbe all’Enav), e della pista, spesso utilizzata come alternativa a quella dell’Aeroporto ‘Mameli’ di Elmas.

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