Credito: Artigiancassa Sardegna, imprese isolane in difficoltà con impegni finanziari e banche = Cala fiducia nella ripresa

Cagliari, 15 ott. 2014 – Se nel Paese c’è ottimismo dei micro e piccoli imprenditori in una ripresa economica, in Sardegna la fiducia è molto più bassa rispetto alla media nazionale e a quella del Mezzogiorno. Le imprese sarde continuano infatti ad avere molta difficoltà a far fronte agli impegni finanziari e ad accedere al credito bancario. E’ quanto risulta dai risultati dell’Osservatorio congiunturale dell’Artigiancassa, che analizza la fiducia delle piccole imprese italiane artigiane e non artigiane nel secondo trimestre 2014. Lo studio conferma che le Pmi italiane continuano a vivere una situazione di crisi, in quanto l’andamento dei principali indicatori economici resta ancora basso, il livello dei ricavi è ancora insufficiente e le notizie non sono positive neppure sotto il profilo dell’occupazione.

Ma registra anche una leggera inversione di tendenza delle imprese sulla capacità di far fronte ai propri impegni finanziari chiedendo e ottenendo prestiti dalle banche. “Inversione di tendenza che però non si è ancora riscontrata nella nostra regione – dichiarano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu – rispettivamente presidente e segretario regionali di CNA Sardegna”.

Dai dati di Artigiancassa si evince infatti che in Sardegna il livello di fiducia è ancora basso rispetto alla media nazionale e a quella del Mezzogiorno. L’indicatore regionale segna mediamente un 7,8% contro il 20,3 dell’Italia e il 10,8 del Sud e isole. A livello territoriale, il livello di fiducia si rivela molto negativo soprattutto nelle province di Nuoro (6,1), Ogliastra (6,0) e Carbonia Iglesias (6,2), mentre risulta più positivo nelle provincie di Cagliari (8,2), Medio Campidano (8,0). Abbastanza positivo a Olbia Tempio e Oristano (7,7). Artigiancassa registra ancora una sostanziale difficoltà delle imprese sarde di far fronte ai propri impegni finanziari. L’indicatore della Sardegna segna mediamente un 30,6% contro il 41,1 dell’Italia e il 24,8 del Sud e isole. La situazione più negativa si registra a Sassari (24,8) e Nuoro (22,2) mentre gli scenari sono molto più positivi nella provincia di Cagliari (35,5) e di Olbia Tempio (34,5).

Quanto al numero imprese sarde che nel 2013 hanno chiesto un finanziamento alle banche, l’indicatore della Sardegna è in media (circa 8) rispetto all’Italia e al Mezzogiorno. La situazione è però più critica nel Medio Campidano e nella Provincia di Carbonia Iglesias con percentuali del 7 e 6%, abbastanza positiva a Sassari, Nuoro e Oristano, mentre è molto positiva a Cagliari con un indicatore di 13. Quanto all’esito delle domande di credito, l’indicatore della Sardegna segna mediamente un 18% contro il 20,6 dell’Italia e il 14,3 del Sud e isole. Le imprese che hanno ottenuto dalle banche un credito pari o superiore alla richiesta sono per lo più ubicate ad Olbia-Tempio (indicatore 23) e a Cagliari (22) che registrano una situazione molto positiva. La situazione peggiore si registra invece nel Medio Campidano (11,4).

Secondo l’Osservatorio congiunturale Artigiancassa, infine, la mole di finanziamenti concessi alle imprese sarde ha un indicatore (dato dal totale dei finanziamenti diviso il numero delle imprese beneficiarie) pari a circa la metà della media italiana e di molto inferiore a quello del Mezzogiorno. Il dato più positivo è registrato dalle imprese della provincia di Oristano, il più negativo a Carbonia Iglesias.

“Solo il miglioramento delle aspettative economiche può rimettere in moto la domanda di credito e quindi riavviare la crescita in modo generalizzato – dichiarano i vertici Cna -. E’ bene non farsi illusioni sull’effetto di stimolo degli investimenti privati che può discendere nell’immediato da un aumento dell’offerta  di finanza per l’impresa. Per rafforzare la fiducia di investitori, famiglie e imprese –  dichiarano Piras e Porcu – è necessario rilanciare  gli investimenti pubblici  che hanno un impatto maggiore sulla crescita economica: le opere infrastrutturali e di efficientamento energetico immediatamente cantierabili  e di piccola dimensione. E’ su queste  che la Regione deve far leva utilizzando nell’immediato tutti gli strumenti possibili, a partire dall’utilizzo per questi  fini di una significativa quota dei fondi comunitari  del  prossimo ciclo di programmazione 2014-2020”.

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