Archeologia: Mont’e Prama, Giunta in silenzio davanti ai giochi politici interni al Pd

Cagliari, 15 otto.2014 –  “Stupisce, e induce a pensare le cose peggiori, il perdurare del silenzio della Giunta regionale relativamente alla vicenda dello ‘scippo’ degli scavi archeologici di Mont’e Prama da parte del Ministero dei Beni Culturali. In un periodo di profonda crisi economica come quello che stiamo vivendo, la necropoli del Sinis è un volano di sviluppo che deve essere difeso in ogni modo e non lasciato in balia dei giochi politici interni al Partito Democratico”. LO afferma il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, sull’affidamento degli scavi di Mont’e Prama a una ditta dell’Emilia Romagna.

 

“E’ dunque la lunga mano delle coop rosse ad aver perpetrato, per il tramite di un Ministero retto anche da personaggi di rilievo della politica isolana, l’odiosa grassazione”, prosegue Dedoni. “E inquieta ancora di più veder spuntare nuovamente in questa vicenda il nome dell’ex soprintendente Marco Minoja, che già si era distinto all’epoca dell’allestimento della mostra sui Giganti per aver rifiutato la collaborazione di illustri studiosi di caratura internazionale nella predisposizione del catalogo dell’esposizione, per poi presentare un misero libretto curato in prima persona: è lui, che a gennaio ha lasciato la soprintendenza cagliaritana per accasarsi a Reggio Emilia, il responsabile unico del procedimento che ha portato all’affidamento degli scavi alla Archeosistemi. In tutto questo, l’esecutivo guidato da Francesco Pigliaru non sembra voler assumere alcuna posizione, come se fosse del tutto normale vedersi portar via da sotto il naso la gestione di un’autentica miniera d’oro, un sito il cui studio può portare alla Sardegna non soltanto prestigio ma sviluppo, occupazione e reddito, per giunta in una delle aree più depresse dell’Isola”.

“Ancora una volta, ci tocca vedere le sorti della Sardegna dipendere dai giochi strategici in vista dell’imminente congresso regionale democratico, con personaggi che cercano visibilità a discapito di altri senza farsi mai troppi scrupoli”, conclude il capogruppo. “Su tutte queste miserie umane, i Giganti continuano a rivolgere il loro sguardo impassibile: esistono pressoché da sempre e continueranno ad esistere a dispetto dei contendenti che si avvicendano nell’arena politica, raccontando alla nostra e alle future generazioni il passato di una civiltà millenaria, tra le più antiche e grandi che siano mai sorte sulle sponde del Mediterraneo. Chi, per interesse, pigrizia o presunzione, vorrà ostinarsi a ignorarli, danneggerà solo se stesso”.

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