Energia: Pili (Unidos) su gas e petrolio decide la Sardegna, ma dalla Regione silenzio grave su ricerche a mare

 

NON SI POSSONO MODIFICARE NORME COSTITUZIONALE E STATUTARIE CON SEMPLICI LEGGI ORDINARIE,

E PER QUELLE COSTITUZIONALI SERVE L’ACCORDO PATTIZIO

“La competenza su petrolio e gas è della Regione Sardegna, senza se e senza ma, e nessuna legge ordinaria può modificare quello che è scritto nelle norme statutarie di rango costituzionale. Il decreto “non sblocca Italia” è, invece, palesemente un provvedimento “frega Sardegna”. Una Giunta regionale sempre più allo sbando incapace di distinguere competenze regionali da quelle statali, confusa sul rango costituzionale delle competenze e pervicacemente in silenzio sul tema, quello si di competenza statale, delle prospezioni petrolifere a mare. Un esecutivo regionale che sbaglia tavolo e argomento di confronto, unisce in maniera ridicola e dilettantesca le proprie rivendicazioni a quelle delle regioni ordinarie ignorando del tutto le proprie competenze acclarate e confermate da chiare sentenze della Corte Costituzionale. Perdono tempo dietro questioni da tempo definite ma non si oppongono in modo chiaro a mille misfatti contenuti nel decreto farsa del governo Renzi. Un provvedimento che frega alla Sardegna soldi e infrastrutture, che gli toglie i fondi per la coesione per assegnarli alle regioni del Nord Italia, che impone un patto di stabilità illegittimo in quanto non concordato ma imposto in totale violazione delle disposizioni statutarie di salvaguardia costituzionale. Siamo dinanzi ad un governo che impone all’unica regione che accetta il pareggio di bilancio già dal 2015 quando lo stesso ministro dell’economia chiede a Bruxelles di spostarlo al 2017. Siamo alla follia politica, istituzionale e finanziaria”.

Lo ha detto stamane il deputato sardo Mauro Pili presentando una vera e propria contromanovra al decreto “frega Sardegna”. Quaranta emendamenti per contrastare nero su bianco un vero e proprio attacco finanziario e infrastrutturale del Governo Renzi alla Regione Sarda. Una contromanovra che sarà illustrata nel dettaglio nei prossimi giorni con l’avvio dell’esame in commissione ambiente del provvedimento. Sempre stamane è stata, intanto, presentata un’articolata risoluzione in commissione ambiente relativa all’inapplicabilità alla Sardegna delle norme statali in materia di prospezione petrolifera.

“Una risoluzione per chiarire una volta per tutte le competenze in materia di petrolio e gas, sia per farlo capire al governo nazionale, sia per evitare che la regione Sardegna continui a rivendicare competenze che sono sue a tutti gli effetti. Una giunta che si agita scompostamente e in modo del tutto incompetente su una materia che sin dall’alba dell’autonomia regionale risultava di totale pertinenza della Regione. Non è un caso – dice Pili – che già dal 1959 il tema del petrolio e del gas fossero oggetto di una legge quadro regionale in materia, in attuazione di precise competenze assegnate e non modificate dello Statuto speciale. E se non fosse sufficiente quella normativa appare sin troppo esplicita la sentenza della corte costituzionale del 1963 che attesta in modo inequivocabile che tale competenza e indissolubilmente legata allo statuto della Regione, che, ricorda la Corte, ha rango costituzionale e non può essere modificato con legge ordinaria. E’ sempre la Corte a ricordare che tale disposizione statutaria non si può modificare se non con le procedure pattizie, ovvero con l’assenso della Regione stessa”.

“Sia sul piano della competenza primaria, vedasi il richiamo esplicito nello statuto alle “miniere”, alle quali sono in modo inequivocabile e acclarato associati gli idrocarburi liquidi e gassosi, che per quanto riguarda urbanistica e paesaggio non esiste varco per il governo Renzi di attaccare la competenza esclusiva della Regione. Tutte competenze primarie ed esclusive che risultato essere disciplinate sia sul piano costituzionale, statutario e con norme d’attuazione che rendono inattaccabile tale assetto esclusivo su queste materie”.

“E’ ovvio – conclude Pili – che da una giunta regionale che sottoscrive un patto di stabilità suicida ci si può aspettare di tutto, compreso l’assenso a modifiche statutarie su queste materie, ma, probabilmente, non troverebbe terreno agevole. A questo si deve constatare che sul tema delle prospezioni petrolifere a mare la regione è totalmente complice dell’operazione, se è vero, come è vero, che sino ad oggi, a distanza di sei mesi, non si è mai espressa con un provvedimento di contrasto a quelle scellerate operazioni sulla costa sarda alla ricerca di petrolio. Un silenzio grave che la dice tutta sull’incapacità di contrastare i poteri forti sino a diventarne strumento di silenzio e complicità”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...