Difesa: Pili (Unidos), sbarcare armi a Sant’Antioco da nave Maior

Stop alle bonifiche, sono inconciliabili con i bombardamenti

 

Cagliari, 16 set. 2014 – “La nave Maior sbarca nuovamente in Sardegna con un carico d’armi imponente e devastante. Dunque,niente bonifiche, era solo una finta. Si riprende a bombardare. Il Ministero della Difesa cala la maschera e invia in Sardegna un carico d’armi pesantissimo. Decine di carri armati, container carichi di armi, mezzi di ogni genere. Alle 3 del mattino la motonave Maior, già protagonista del carico d’armi tre giorni fa a La Maddalena, ha calato l’ancora alla fonda davanti al Porto di Sant’Antioco. E’ rimasta lì sino alle 6, quando è entrata in porto. Poi da ogni angolo di S.Antioco sono spuntati i camion della Logistica delle Ferrovie dello Stato che dalla notte prima erano appostati e mimetizzati in attesa dell’arrivo della nave carica d’armi. L’operazione che doveva restare segreta si è svolta in un porto di S.Antioco deserto, considerato che non si svolge nessuna attività. Militari ovunque. Presidio attivato con pullman giunti da Teulada per proteggere l’operazione. Elicotteri in volo. Si è trattato dell’ennesimo trasbordo di armi con la Sardegna ancora una volta crocevia delle armi, da Santo Stefano a S.Antioco lo Stato continua a gestire l’isola come una propria riservetta, dove dislocare e usare le armi di Stato. In questa operazione ci sono almeno due elementi che emergono in tutta la loro evidenza: la fine delle bonifiche mai iniziate, la ripresa senza sosta dei bombardamenti ai danni della Sardegna”. Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili annunciando l’arrivo stamane all’alba della motonave Maior carica d’armi nel porto sulcitano. Il video dell’intera operazione è stato pubblicato su UNIDOS TV, testimoniando lo sbarco delle armi dalla Maior nel porto di S.Antioco.

“E’ di tutta evidenza – ha detto Pili – che lo Stato non intende dismettere di un millimetro l’invasività della propria azione e l’arrivo anche oggi di nuove armi e nuovi mezzi blindati conferma l’obiettivo di mettere a ferro e fuoco l’intero patrimonio ambientale di Teulada. Un reiterato reato di distruzione ambientale che nessuno vuole accertare e che non sembra preoccupare la Regione che continua a fare fumose dichiarazioni ma non assume una sola iniziativa politica e istituzionale concreta a partire dalla denuncia per distruzione ambientale. L’invio di questo carico d’armi conferma anche quello che ho ribadito più volte: le annunciate bonifiche erano una farsa. Non possono coesistere in alcun modo le due attività. E’ evidente che non si faranno bonifiche. Semmai – dice Pili – quel corridoio largo un metro consentirà di accedere alla penisola interdetta, ma è fin troppo evidente che non ha senso fare rilievi finalizzati alla bonifica se poi si riprenderà a sparare”.

“A questa amara constatazione, già abbondantemente preannunciata, – sostiene Mauro Pili – si deve poi aggiungere uno scandaloso fattore costi: basti pensare che l’appalto di questi trasporti è stato vinto sempre da Logistica Ferrovie dello Stato che ha fatto arrivare i camion rimorchio direttamente da Roma, ignorando del tutto gli operatori locali. A gestire l’operazione che doveva restare segreta è stata la società collegata alle Ferrovie dello Stato che hanno utilizzato i mezzi articolati privati della società Ter-Roma, partner della Logistica FS. Un’operazione che ha mobilitato un centinaio di uomini, forze dell’ordine e sicurezza con costi esorbitanti”.

“Questo ennesimo sbarco di armi in Sardegna – sostiene Pili – è la conferma che il Ministero della Difesa se ne fregherà delle bonifiche e che quella dei giorni scorsi è stata tutta una messa in scena. E’ la conferma ulteriore che nonostante la distruzione ambientale sia un reato si continuerà a colpire il paesaggio, l’ambiente e la natura come se niente fosse. Tutto questo è semplicemente inaccettabile, così come è assolutamente deplorevole l’agire del ministero della Difesa che opera con approcci che appartengono più ad una setta segreta piuttosto che ad un organismo di primaria importanza che dovrebbe fare della trasparenza la sua regola principale. Per questa ragione non solo non bisogna demordere ma occorre trovare coraggio ed energie per contrastare un colosso che vuole continuare a bombardare senza disturbo la Sardegna e il suo ambiente”.

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