Capo Frasca: Gen. Manca, resa dei conti fra partiti maggiori e quelli minori

 

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Cagliari, 14 set. 2014 – Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa riflessione del Generale Nicolò Manca, il primo comandante sardo della Brigata ‘Sassari’, in merito alla manifestazione di ieri a Capo Frasca. (foto di Paolo Vacca: www.conlabrigatasassari.sardinia.it)

Il raduno di Capo Frasca ha mostrato il suo vero volto: una resa dei conti tra i partiti minori e quelli maggiori. I primi hanno ribadito i loro NO a tutto e a tutti: prima che ai poligoni militari alla dipendenza della Sardegna dall’Italia e al “colonialismo sardo”; NO anche all’industria di stato, alle trivellazioni, all’eolico, al fotovoltaico, al nucleare, al carbone, ai gassificatori, alla pipe-line per il gas algerino, e NO o tutt’al più NI, visto che non gode di simpatie plebiscitarie, anche al turismo.

Stamattina nel leggere sulla stampa la cronaca del raduno indetto al grido di “No servitù”, c’era da chiedersi perché non si sia fatto cenno o si siano trattati en passant alcuni dettagli che non possono essere sfuggiti ad un cronista attento. Quali dettagli? Eccoli:

1. Lungo la strada non erano poche le scritte “SI al poligono”.

2. La presenza di “gente istrangia”, importata temo su commissione per “fare numero”, aveva poco da spartire con la Sardegna. Cosa ci facessero a Capo Frasca palestinesi di Gaza e libanesi è tutto da decifrare.

3. Si è impedito ad alcuni gruppi di manifestare il proprio dissenso… dai dissenzienti

4. Sono stati strappati due striscioni “Si pro poligono”.

5. Sono stati minimizzati gli atti violenti contro la base, quasi fossero opera di figli di nessuno, e le contestazioni contro i politici, in particolare contro l’onorevole Pili ritenuto animatore della manifestazione.

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Sorge quindi legittimo il sospetto che il “popolo sardo”, tirato in ballo dai vari minipartiti anti-italiani e anti-poligono presenti al raduno, non sia del tutto d’accordo con i proclami lanciati nei giorni scorsi e con quanti hanno ironizzato sui 10.000 e passa stipendi a rischio di emigrazione. Forse non si è considerato che 10.000 stipendi significano 10.000 famiglie. C’è da chiedersi cosa sarebbe accaduto se queste famiglie, e solo queste, fossero intervenute al raduno. Certamente la partecipazione dei dissenzienti sarebbe apparsa poca cosa.

Non è da escludere quindi che il raduno sia stato voluto o favorito quale campagna politica tesa a dare visibilità ai leader dei partiti minori o a perseguire interessi che… interessano molto i pochi e poco i molti. In tal caso “non b’hat òmine”, per dirla con un’espressione che viene usata nel nuorese per indicare una persona di non grande spessore o, in senso figurato, una circostanza che non merita troppa attenzione. Si può tradurre: non c’è sostanza di uomo oppure non ne vale la pena.

Sic stantibus rebus, che pure sa di nuorese, non guasterebbe che chi non è d’accordo con quanti vorrebbero la chiusura dei poligoni (che, non va dimenticato, rappresentano lo 0,5% del territorio isolano e 4% delle coste sarde) e invocano la radicale contrazione dell’intero strumento militare in Sardegna, incluse Marina e Aeronautica, nonché, eventualità più grave, il rischieramento della Sassari nella penisola, non guasterebbe che costoro, dicevo, facessero sentire democraticamente ma con decisione la loro voce… prima che sia troppo tardi. Anche per lanciare un messaggio alternativo ai partiti sardi, sia quelli maggiori sia quelli dello zero virgola: la nostra isola ha bisogno di progetti che valorizzino le sue potenzialità e non di operazioni che la privino del poco che ha.

La Maddalena docet a nord e Decimomannu incombe a sud; anche qui, come oggi giustamente titola “L’Unione“: “Se chiude la base sarà la fame”.

Gen. Nicolò Manca

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5 pensieri su “Capo Frasca: Gen. Manca, resa dei conti fra partiti maggiori e quelli minori

  1. La riflessione del generale Nicolò Manca è un concentrato di luoghi comuni , che non rispecchiano la realtà di quella che è stata la manifestazione di sabato.
    Vorrei capire chi ha informato il generale che i manifestanti lì presenti erano contro tutto e tutti, perfino contro il turismo.
    Ma andiamo con ordine:

    1.in effetti le scritte pro poligono sulla strada non le ho proprio viste, con tutta quelle persone risultava impossibile;
    2c’era un libanese e un palestinese su 5.000/10.000 persone; per la cronaca vi erano anche due trevisani con la bandiera di San Marco;
    3Pili, Soru, Piras, etc, erano lì in prima fila che se la ridevano beatamente, tanto da poter rilasciare alcune interviste;
    4fatemi capire in quale manifestazione siano mai stati ammessi striscioni contrari rispetto al motivo dello stesso; il pseudo liberale Berlusconi dice che il partito che rappresenta non si sognerebbe mai di andare a disturbare una manifestazione di Rifondazione;
    5anche noi vorremmo capire chi ha mandato quei ragazzi che nulla hanno a che fare con il nostro pensiero e con ciò che rappresentiamo.

    Secondo il generale Manca chi avrebbe pagato i manifestanti? I partiti “minori” che non usufruiscono di nessun finanziamento? I sindacati italiani che risultano essere i più grandi alleati di industrie pesanti come la Saras? Perché un quotidiano di stampo liberale come “L’Unione Sarda” avrebbe dovuto appoggiare la battaglia contro le servitù? Siamo sicuri di voler ridurre la manifestazione di sabato a una festa di comunisti, gruppi antagonisti o partitini da prefisso?

    Per la cronaca non sono “istrangiu”, non mi ha pagato nessuno e mia madre è nata nell’ultima casa colonica prima di Marceddì. Il Partito che rappresento non ha come manifesto politico quello di Marx ed è composto da liberi professionisti, imprenditori, agricoltori, ricercatori, etc.

  2. Pingback: Capo Frasca: i commenti dei lettori | Press in Sardinia Blog

  3. Buonasera, per precisione le bandiere palestinesi sono state portate dall’associazione amici della Palestina, presenti a capo frasca per chiedere la sospensione delle esercitazioni israeliane anche se erano incerte, forse già state annullate o forse ricomprese come ospiti. Aggiungo che la loro partecipazione era stata ampiamente divulgata dai tanti sito propalestinesi,e dalla stessa organizzazione della manifestazione che pubblicava i comitati e le organizzazioni presenti. Non serve un servizio segreto per capire la loro presenza. Io ero li molte ore e i no a tutto non gli ho sentiti, anzi molte le testimonianze piene di propositi per il futuro e altre molto toccanti anche quelle di una madre di un militare morto per cancro contratto probabilmente in base che andava in giro con la sua foto appesa al petto. Il si nel pavimento non gli ho visti eppure andavamo a passo d’uomo per km per poter accedere. Spiacente ma io non faccio parte di nessun partito politico e non mi ha convinto nessuno ad andare. Sono solo stufa marcia di queste basi. Per complicarvi un po’ la schematizzazione sig Generale sono pure figlia di militare e pensi un po, se mio padre non fosse stato invalido sarebbe venuto pure lui! Grazie

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