Difesa: Pigliaru a Capo Frasca dopo incendio 4 settembre = Aeronautica, esplosioni dovute a cariche inerti

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Cagliari, 9 set. 2014 – Il Presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, ha visitato stamani il Poligono di Capo Frasca, accompagnato dal Comandante Logistico dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Arerea Gabriele Salvestroni, e dal Comandante del Reparto Standardizzazione Tiro Aereo di Decimomannu, colonnello Fabio Sardone. Il presidente ha avuto modo di visitare l’area interessata dall’incendio divampato il 4 settembre scorso nel corso di un’esercitazione di Tornado tedeschi per l’impatto al suolo di un ‘simulacro’ di proiettile inerte. Era anche presente il Direttore Generale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Gavino Diana, accompagnato dall’Ispettore Franco Madau, comandante della stazione diGuspini,competente per territorio, intervenuto sui luoghi il 4 Settembre.

Nel corso della visita al Presidente, su sua richiesta, “è stato illustrato – riferisce l’Aeronautica militare – il meccanismo di alienazione dei rottami recuperati dalle aree del poligono nel corso degli anni. Successivamente si è visitato il deposito di stoccaggio provvisorio degli inerti in attesa di smaltimento secondo le vigenti disposizioni legislative. A differenza di quanto erroneamente riportato da alcuni organi di stampa, nel deposito sono raccolti tutti gli inerti recuperati nelle recenti campagne di ripristino e non ancora venduti, e non solo il materiale raccolto dopo l’incendio dello scorso 4 settembre”.

Al Presidente Pigliaru è stato illustrato che “la superficie totale del sedime di Capo Frasca è di 1416 ettari di cui 500 circa dedicati all’area operativa, all’interno della quale è circoscritta una zona di 100 ettari circa utilizzata per le attività esercitative. Quest’ultima area, interessata dall’opera di raccolta inerti dopo il recente incendio, viene periodicamente ripulita dagli inerti a cura di ditte specializzate e sorvegliata analiticamente”.

“Le deflagrazioni citate dal personale del Corpo Forestale – spiega l’Aeronautica – sono compatibili con l’attivazione di una o più delle piccole cariche fumogene contenute negli inerti per l’identificazione del punto di impatto e non attivatesi dopo l’impatto al suolo.

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