Ambiente: Pili (Unidos), allarme per impianto colture infestanti per biofuel nel Sulcis = Progetto per 5mila ettari di Arundo donex

pili centrale nucleare latina 1

Cagliari, 29 lug. 2014 –  “Un’estensione pari a 5.000 campi di calcio per produrre, nel cuore agricolo del Sulcis la Arundo donex, la cosiddetta “canna comune”, la stessa specie che devasta la California e che gli Stati Uniti hanno deciso di combattere in tutti i modi perché distrugge l’ambiente. Il gruppo Mossi&Ghisolfi, che si occupa di bioenergie, ha presentato un progetto per radere al suolo il Sulcis agricolo e mettere in piedi una coltivazione di canne in grado di produrre additivi per  biofuel. Un business fatto di contributi pubblici e pubblici incentivi. Sfruttamento per 15 anni dei terreni e poi sarà il deserto, con la natura aggredita da una coltivazione che modifica idrografia, ambiente e qualità chimico fisiche dei terreni. Il progetto è all’attenzione del Ministero dello Sviluppo Economico e gode delle entrature più autorevoli nei palazzi del potere romano. Dal Ministero di Via Veneto per arrivare a Palazzo Chigi”.

Lo afferma il deputato sardo di Unidos Mauro Pili, che lancia l’allarme per la coltivazione di di 5mial ettari di aree irrigue nel Sulcis della ‘Arundo donex’ che “è stata inserita nell’elenco delle 100 tra le specie esotiche invasive più dannose al mondo”.

Pili sostiene che questa coltura in America si sta diffondendo rapidamente provocando la scomparsa di piante autoctone e danneggiando così gli ecosistemi. Il fusto e le foglie di A. donax contengono numerose sostanze chimiche che possono risultare dannose. Secondo le agenzie americane che hanno approfondito in questi anni gli studi su questa specie l’Arundo è anche sospettata di modificare i regimi idrologici riducendo la disponibilità delle acque sotterranee. “Il patron della società, Guido Ghisolfi – scrive Pili -, risulta essere il primo finanziatore, insieme alla moglie, della campagna elettorale delle primarie del futuro premier. Stanziamento dichiarato di 100 mila euro per la Fondazione che finanziava la scalata di Renzi. Un intreccio che da settimane sta portando nel Sulcis i principali esponenti di questa società, per cercare di acquisire terreni e conquistare risorse idriche. Soggetti privati accompagnati il più delle volte da esponenti politici locali che sponsorizzano senza pudore questa devastante azione di colonizzazione ambientale e non solo del Sulcis”.

“Stanno cercando di scaricare la ripresa produttiva di Alcoa millantando il progetto del biofuel. Sono mesi che nelle segrete e pubbliche stanze si parla della realizzazione a Portovesme di un impianto per la produzione di bioetanolo della capacità di 80mila tonnellate all’anno”.

Il piano sarebbe sconosciuto nei dettagli e nelle procedure , ma “un dato è certo: a fine giugno il progetto dovrebbe essere stato presentato a Invitalia, il braccio operativo del Ministero dello Sviluppo Economico. Un progetto – dice Pili – che non risulta formalmente presentato in alcuna  istituzione locale e regionale. Ma è certo che esponenti di primo piano della società Biochemtex del Gruppo Mossi&Ghisolfi si siano recati ripetutamente nel Sulcis Iglesiente accompagnati da esponenti di partito e istituzionali, uno di essi con incarico ministeriale di coordinamento del Piano Sulcis. Tutti gli agricoltori interpellati si sarebbero rifiutati di firmare contratti proprio perché consapevoli del rischio gravissimo che correrebbero i propri terreni a conclusione del ciclo produttivo”.

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