Ambiente: Sassari, da Stintino un sistema culturale e ambientale per valorizzare il territorio

La torre della Pelosa

Sassari, 14 giu. 2014 – Parte da Stintino (Ss) l’appello alla Regione Sardegna per il rilancio sostenibile del territorio. Un’area ampia che coinvolge i territori del Nord-Ovest dell’isola, con al suo interno parchi a valenza regionale e nazionale, zone umide di interesse straordinario e sottoposte a tutela integrale, come le aree Sic, le Zps e le aree marine protette. L’obiettivo è quello di avviare un’azione, che porti il nome di Sistema culturale ambientale, da inserire nella programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali della Regione. L’azione scaturisce dall’iniziativa di alcune amministrazioni che, nel 2012, hanno siglato un protocollo d’intesa che vede capofila il Comune di Stintino e coinvolge i Comuni di Castelsardo, Porto Torres, Sorso, il Parco nazionale dell’Asinara, il Parco naturale regionale di Porto Conte, l’Agenzia Conservatoria delle coste, laSoprintendenza archeologica per le provincie di Sassari e Nuoro, la Soprintendenza ai beni architettonici di Sassari e l’Università di Sassari.

Il sistema ambientale che si  vuole tutelare e valorizzare è composto da equilibri fragili, è compromesso in alcune sue parti dagli interventi antropici difficilmente reversibili. Si tratta di un patrimonio culturale e storico unico, ricco di “giacimenti archeologici” da valorizzare e inserire tra le attrattive turistiche del territorio. Tra questi il sistema diffuso su tutto il territorio delle torri spagnole da recuperare e rendere fruibili attraverso la valorizzazione dei sentieri e delle aree circostanti, con impianti di illuminazione autosufficienti dal punto di vista energetico. Nasce così un sistema culturale ambientale, inteso come un insieme organizzato di risorse ambientali e culturali del territorio e della loro messa in rete e gestione, consentirebbe di raccogliere una pluralità di beni differenti quali aree protette, beni monumentali e archeologici di riconosciuto valore, quindi musei, biblioteche e archivi storici.

L’obiettivo che si intende promuovere sono forme di gestione integrata dal punto di vista delle attività, degli attori locali e dei territori, finalizzate ad una più efficace valorizzazione e una più ampia fruizione di sistemi ambientali e culturali. Tra le ipotesi anche l’estensione a tutto il territorio di uno strumento come la “Carta dei valori”, adottata nel 2010 dal Comune di Stintino e finalizzata alla promozione dei valori dell’ospitalità e dell’accoglienza, della qualità dei prodotti e dei servizi, del rispetto dell’ambiente, della valorizzazione delle tradizioni, della sicurezza, dell’unicità delle proposte, della comunità con la sua storia da raccontare, dell’armonia e della bellezza. Inoltre, si ipotizza la realizzazione di un marchio di qualità del territorio volto all’utilizzo dei prodotti di imprese locali in tutta la filiera turistica. In tal senso, tra le azioni vi è la predisposizione di un progetto per l’efficientamento energetico per promuovere strutture ricettive a “impatto zero”, per la promozione delle produzioni locali a Km zero, che darebbe ossigeno ai settori agricoli e artigianali. Un modello alternativo alle monocolture e agli insediamenti industriali di grandi dimensioni, pienamente integrato nel territorio.

Allo studio di fattibilità vi sono anche itinerari attraverso le zone interne della Nurra, il completamento della pista ciclabile che corre lungo tutta la fascia costiera del Golfo dell’Asinara. A questi si aggiungeun nuovo convegno internazionale di studio sull’ambiente sul trattamento e riutilizzo delle acque reflue, che lo scorso anno ha trovato casa a Stintino. E ancora la realizzazione del progetto sulla memoria storica, portato avanti dai Comuni di Stintino e Porto Torres e dal Parco dell’Asinara, dal dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Sassari, con la collaborazione dei Ministeri italiani e Serbi, nel quadro delle celebrazioni per il ricordo della prima guerra mondiale, con il quale un occhi di riguardo sarà dato alla ricostruzione del trasferimento di numerosi profughi dalla Serbia, dall’Austria e dall’Ungheria sull’isola dell’Asinara.

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