Riforme: Sardegna, per rettori Cagliari e Sassari urgenti per migliorare sistema economico

Audizione di Mastino e Melis in Commissione Autonomia

cons reg

Cagliari, 10 giu. 2014 – I rettori delle Università di Cagliari e Sassari, Giovanni Melis e Attilio Mastino, sono stati sentiti in mattinata dalla Prima Commissione del Consiglio regionale sul tema delle riforme istituzionali. Per il rettore cagliaritano, la riscrittura dello Statuto è “fondamentale per migliorare il sistema socio-economico della Sardegna. L’occasione per ribadire le ragioni della specialità, con particolare riferimento alla condizione di insularità”. Giovanni Melis ha quindi evidenziato i ritardi infrastrutturali dell’Isola rispetto ad altre regioni italiane. “Il nuovo Statuto – ha detto – deve chiarire meglio gli aspetti del rapporto finanziario con lo Stato. Il gap nei  settori dei trasporti, dell’energia e della formazione deve essere colmato”.

Per il collega dell’Università di Sassari, Attilio Mastino, “il faro del progetto riformatore delle istituzioni sarde dovrà essere l’art.5 della Costituzione che sancisce il principio autonomistico. Un valore  che caratterizza la forma di Stato democratica repubblicana e per questa ragione è sottratto alla possibilità di revisione costituzionale”. Nel 2001, ha ricordato il rettore, la riforma del Titolo V ha confermato le ragioni della specialità ma ha richiesto, allo stesso tempo, un adeguamento degli statuti regionali. “L’ateneo di Sassari – ha proseguito Mastino – ritiene che il disegno riformatore debba essere ampio e organico. Dovrà porsi come obiettivo non solo la rimozione delle condizioni economiche di arretratezza e sottosviluppo, ma anche la promozione dell’identità sarda”.

Secondo Mastino, la riforma dello Statuto, trattandosi di uno strumento pattizio e considerato il clima ostile nei confronti delle specialità, dovrà essere minimale mentre va rinforzata la legge statutaria. “Serve uno Statuto leggero – ha spiegato Mastino – che contenga le indicazioni degli organi fondamentali della Regione, definisca le materie di competenza e consenta alla Legge statutaria di fare ciò che attualmente le è precluso”. Il carattere “minimale” dello Statuto sardo dovrà emergere, secondo il rettore dell’Ateneo sassarese, nella disciplina della forma di governo: “una scelta che spetta interamente al processo politico regionale”.

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