Difesa: Pili (Unidos), silenzio Regione Sardegna su disastro ambientale in servitù militari

teulada pili

Cagliari, 10 giu. 2014 – “Sul tema delle servitù la Regione si fa servitù dello Stato. Una posizione debole, da tappetino istituzionale, senza chiarezza su tempi e modi, nessuna parola sul disastro ambientale e sulla violazione dei siti comunitari dove ricadono le servitù militari. La richiesta persistente di compensazioni ridicole, tra costi di carri armati e ambiente”. Lo afferma il deputato sardo Mauro Pili (Unidos) in merito all’audizione del presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, stamani in Commissione Difesa della Camera, sulle servitù militari nell’isola.

Ieri Pili ha presentato in Procura un dossier-denuncia per disastro ambientale con il quale chiede ai magistrati cagliaritani “di valutare le rispettive responsabilità nelle ipotesi di reato di distruzione e deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto, distruzione e il deturpamento di bellezze naturali, e danneggiamento al patrimonio archeologico e storico, nella base militare di Teulada, citando “Renzi Matteo in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri, Pinotti Roberta in qualità di Ministro della Difesa, Franceschini Dario in qualità di Ministro dei Beni Culturali e Galletti Gianluca in qualità di Ministro dell’Ambiente e dei loro predecessori”.

Il deputato denuncia una “mancanza di strategia, assoluta carenza di un percorso istituzionale chiaro per arrivare a dismettere le servitù militari in Sardegna. L’audizione del Presidente della Regione in
Commissione difesa della Camera è la rappresentazione più evidente di una totale subordinazione agli ordini di partito. Non c’è più tempo da perdere in inutili commissioni d’indagine. I reati ambientali – secondo Pili – sono evidenti a chiunque. Basta chiacchiere di Stato e regionali. Bisogna far rispettare le leggi e non perdere tempo ulteriore. Queste commissioni d’indagini sono studiate a tavolino per perdere tempo, per continuare a perpetrare il disastro e dare un contentino a qualche parolaio di partito”.
“Il silenzio del Presidente della Regione sui reati di distruzione ambientale – ha detto Pili – è la palese dimostrazione di una Regione che vuole stare in silenzio, costretta a dire qualcosa solo per ragioni d’ufficio. Una difesa inesistente delle prerogative statutarie, ininfluente per sudditanza  politica.  Se la Regione – ha concluso Pili – non affiancherà la denuncia per disastro ambientale, naturalistico e archeologico sarà la conferma della complicità con lo Stato sulle servitù militari”.

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