Nucleare: Pili (Unidos), tutte le carte indicano Sardegna come sito di stoccaggio scorie = Mappa Usa su siti geologicamente idonei

foto pili

Cagliari, 5 giu. – (Adnkronos) –  “Non hanno scritto il nome ma è come se lo avessero fatto. Tutti i documenti e studi richiamati portano dritti alla Sardegna. Il piano dell’Ispra per individuare il deposito unico pubblicato ieri a tarda sera dopo mille proteste è una sovrapposizione di documenti impressionante ma che ha un comune denominatore: escludere tutte le aree a rischio. L’Ispra arriva alla Sardegna per esclusione di tutto il resto”. Lo afferma il deputato sardo di Unidos Mauro Pili, che ha pubblicato su facebook la mappa delle zone geologiche a rischio che le escludono dallo stoccaggio delle scorie nucleari.

“Carte e mappe – spiega il deputato – che indicano rischi, pericoli, e che in sintesi affermano che la Sardegna sarebbe la terra più sicura per le scorie nucleari. Nel documento dell’Ispra denominato guida tecnica n.29 ci sono criteri, e ad una attenta e dettagliata analisi si arriva a capire quel’è il progetto scellerato: realizzare il deposito unico nazionale in Sardegna. A decidere tutto sono i criteri di esclusione individuati da Ispra”. Pili spiega che “vengono escluse le aree vulcaniche attive e quiescenti, poi quelle contrassegnate da sismicità elevata e infine quelle interessate da fenomeni di fogliazione. La Sardegna secondo tutti i piani connessi e richiamati non rientra in alcun modo in queste prime tre priorità di esclusione. Anzi le simulazioni geosatellitari che ho pubblicato stamane confermano che la Sardegna sarebbe l’unica regione d’Italia a corrispondere a questi criteri individuati”.

Il data base realizzato dagli Stati uniti e “tenuto sotto copertura (Database of Individual Seismogenic Sources) individua in modo esplicito l’unica regione che sarebbe esente da pericoli. Il fatto stesso che tutti questi elementi che vengono tenuti sotto traccia ma che di fatto sono allegati alla guida tecnica rappresentano un elemento di gravità assoluta proprio perché si sta tentando di mettere in piedi un piano che lasci poca scelta alla Sogin per individuare la Sardegna come terra di stoccaggio per le scorie nucleari”.

“Sin dalle prime ore dalla pubblicazione del piano era emerso con chiarezza il richiamo alla stabilità geologica, geomorfologica e idraulica. Un parametro univoco posto alla base del piano con l’unico obiettivo: puntare sulla Sardegna. La nostra isola – ha detto Pili – non può e non deve essere minimamente contenuta nemmeno come ipotesi nei criteri per la realizzazione del deposito unico nazionale delle scorie nucleari. Questo piano di deposito unico nazionale che non si farà mai ne in Sardegna ne in Italia. E’ un’operazione solo per spendere denari senza controllo così come è stato sino ad oggi. Il deposito nucleare unico sarà l’ennesimo pozzo senza fondo. Questo piano è solo un strumento delle lobby del nucleare e degli appalti che puntano a progettare, spendere e spandere con troppi omissis che non possono in alcun modo essere accettati”.
Lo ha detto poco fa il deputato sardo di Unidos Mauro Pili annunciando la presentazione stamane di un’urgente interrogazione parlamentare sul piano appena pubblicato.
“Le carte e gli studi allegati e tenuti di fatto sotto traccia sono emblematici di un disegno studiato a tavolino e che non lascia adito a dubbi. Il governo deve immediatamente sconfessare questa ipotesi e dire con chiarezza e trasparenza quello che intende fare. Non può continuare a giocare su una vicenda talmente delicata per la quale serve serietà e correttezza”.

“Miliardi di euro per portare a spasso le scorie nucleari, realizzare un deposito unico nazionale, mantenere in piena efficienza le centrali esistenti e soprattutto un grande business nucleare. C’è un fiume di denari verso le lobby nucleari che va immediatamente fermato. E soprattutto i nuclearisti di palazzo si devono togliere dalla testa che la Sardegna possa ospitare il deposito unico nazionale”.

“La Sardegna è contraria a qualsiasi ipotesi di deposito unico nucleare. Contraria senza se e senza ma”. Pili che nel 2003 da Presidente della Regione bloccò il piano del generale Jean per la realizzazione del deposito unico nazionale costringendo la conferenza dei Presidenti ad approvare la sua proposta di rigettare integralmente quel piano ora denuncia il tentativo di ripartire da quello stesso piano: “In ambienti Sogin – ha detto Pili – si continua a dire che la Sardegna sarebbe un sito ideale per il deposito unico nazionale di scorie nucleari. Questo è un progetto che in Sardegna verrà respinto a mano armata. Chiunque lo stia pensando se lo tolga dalla testa. Lo faccia senza perdere tempo. E’ un progetto scellerato in partenza e sul piano generale ma ipotizzarlo in Sardegna è da dementi. Significa non aver ancora capito la lezione del 2003. Non passerà mai un piano irrazionale nell’approccio tecnico, scientifico e sociale e che ha dimostrato di essere fallimentare nella sostanza se dopo 11 anni non è stato fatto niente. Ci sono flussi di denaro nel settore nucleare che non possono continuare a sfuggire al controllo di tutti. Sono soldi dei cittadini prelevati dalle bollette degli italiani e bisogna por mano alla revisione dei progetti. Tutto questo ha bisogno di soluzioni strategiche e non tampone”.

pili centrale nucleare latina 1
“Un deposito unico nazionale che per ragioni già evidenziate nel passato, costituzionali e di volontà popolare, non potrà trovare nessun accoglimento, per nessuna ragione, in Sardegna. Dopo dieci anni dal blocco del progetto scellerato della Sogin per la realizzazione di un sito unico nazionale per stoccare tutte le scorie nucleari conservate nelle centrali italiane dismesse e il rientro di molte altre dall’estero, il piano predisposto da Ispra rimette in primo piano la Sardegna”.
“ Va ridiscussa alla radice la decisione di realizzare un deposito unico nazionale alla luce di valutazioni di natura scientifica, economica e di opportunità. Proposte che la Sardegna ha avanzato undici anni fa condividendo l’impostazione del fisico Carlo Rubbia che aveva messo a punto un piano di ricerca per l’abbattimento della radioattività delle scorie. Un deposito unico nazionale – conclude Pili – dal quale devono, comunque, essere escluse, senza se e senza ma, realtà come la Sardegna che hanno sia sul piano normativo costituzionale che popolare escluso la volontà di ospitare tale sito unico nazionale. Una posizione che non si può nemmeno discutere.Siamo pronti alla guerra per respingere un’ipotesi folle che i sardi non accetterebbero mai”

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