Uranio: Sardegna, secondo superperito Mariani non c’è disastro ambientale nel Poligono di Quirra

poligono quirra

Cagliari, 4 giu. 2014 – “E’ possibile affermare che, sulla base dei campioni di suolo ed acque prelevati,  non siamo in presenza di un disastro ambientale”. E’ uno dei passaggi, a pagina 18, della relazione del professor Mario Mariani, consegnata stamani alle parti nel corso del processo per disastro ambientale nel Poligono Interforze del Salto di Quirra, che si sta celebrando a Lanusei e che vede oltre 20 persone imputate a vario titolo.

Dopo un anno di indagini, esami, prelievi di terreno, di campionature, i superperiti del tribunale di Lanusei (geologi, biologi, chimici, ingegneri) hanno quindi  stabilito che nell’area del Poligono interforze del Salto di Quirra non c’è stato disastro ambientale. Il 28 marzo scorso la procura di Lanusei aveva chiesto un nuovo sequestro dell’area e il Gip Nicola Clivio affidò l’incarico al pool di studiosi coordinati dal professor Mario Mariani, del Politecnico di Milano. Stamani le conclusioni degli esperti, oltre 79 pagine (più gli allegati tecnici), sono state consegnate alle parti nel processo in corso a Lanusei per ‘disastro ambientale’. 

“È possibile notare –scrive Mariani – che i valori dei diversi parametri ottenuti nel corso di questa campagna analitica non sembrano discostarsi molto dai valori riscontrati durante le precedenti indagini analitiche. Nelle zone interne al Poligono è possibile che fenomeni di dispersione di polveri fini abbiano contribuito a variare il contenuto elementare di suoli caratterizzati in origine da geo-litologie con diversa composizione chimica”.

“Per quanto riguarda le valutazioni di disastro o di rischio concernenti gli elementi radioattivi uranio e torio – prosegue il docente di ingegneria nucleare del Politecnico di Milano – si veda la parte specificamente ad essi dedicata in questa Relazione Peritale. Anche per  quanto riguarda la determinazione dei rapporti isotopici U235/U238 e la conseguente valutazione  dell’eventuale contaminazione dei luoghi da Uranio Depleto (DU) si veda la specifica trattazione”.

“La presente Relazione Peritale, nel merito della parte di quesito che domanda ‘se per effetto delle attività militari svolte attualmente o in passato all’interno del poligono si sia determinato un danno all’ambiente avente potenza espansiva e attitudine ad esporre a pericolo collettivamente un numero indeterminato di persone anche all’esterno dei poligono medesimo” esprime (a pagina 74, ndr) parere negativo precisando – spiega Mariani – che, fortunatamente, non vi  sono evidenze che possano far pensare alla situazione di disastro ambientale. Inoltre, è possibile  puntualizzare che la situazione interna ai poligoni, anche nelle aree a più intensa attività militare, così come e a maggior ragione in quelle esterne, non è paragonabile a quella esistente in siti contaminati riconosciuti nel Paese come siti di interesse nazionale – SIN – quali ad esempio i SIN di  Porto Torres (SS), Gela (CT), Porto Marghera (VE), etc”. Le parti hanno tempo fino al 18 giugno, data fissata per la nuova udienza, per produrre le proprie osservazioni alla perizia.

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