Alimenti: Coldiretti, una pizza su tre è fatta con ingredienti non italiani

pizzaCagliari, 30 mag. 2014 – Quasi due pizze su tre (63 per cento) servite in Italia sono ottenute da un mix di farina, pomodoro, mozzarelle e olio provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori che oggi hanno rinunciato del tutto ad andare in pizzeria (25 per cento) o hanno ridotto le presenze (40 per cento) rispetto a prima della crisi secondo l’indagine Ixe’. E’ quanto emerge dal Dossier “La crisi nel piatto degli italiani nel 2014”, presentato dal Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo al Teatro Palapartenope di Napoli, che analizza per la prima volta anche cosa c’è di diverso con la crisi nei piatti piu’ rappresentativi della tradizione alimentare italiana con la pizza che risulta essere sempre meno tricolore. “E pensare, aggiunge Cualbu Presidente Regionale di Coldiretti, che noi, nel nostro piccolo, possiamo avere la pizza preparata dall’inizio alla fine con prodotti sardi al 100%: di sicuro nella terra che in epoca dell’antica Roma veniva considerata il granaio d’Italia non manca il grano, qualità Capelli, per produrre farina; abbiamo sicuramente qualità di olio extra vergine di oliva tra i più importanti in Italia, pluripremiati e che fanno bella mostra sulla tavola della Regina d’Inghilterra, come Ozzastrera, az Agricola Giovanni Nieddu di Bolotana e poi siamo un esempio con il brand “io sono sardo” per quanto riguarda passata, pelati e polo di pomodoro, esempio di filiera cortissima, dove la Arpos, società cooperativa che raggruppa i produttori di pomodoro da industria in Sardegna, ha deciso di trasformare e commercializzare direttamente il proprio prodotto finito. Per non parlare di uno dei prodotti più ricercati all’interno dei mercati di Campagna Amica, la mozzarella di pecora dell’azienda agricola Pab’è is tèllasa, di Sant’Andrea Friuss, vero e proprio must dei prodotti a km0”

La preparazione del piatto, forse, più tipico della tradizione italiana insieme alla pasta è eseguita ormai con surrogati di prodotti agricoli, alimenti sostituiti da semilavorati industriali: la mozzarella è in realtà prodotta da cagliate che arrivano dall’est Europa, i pomodori son per lo più americani o addirittura cinesi, l’olio è per lo più olio di semi e di provenienza spagnola piuttosto che greca o nord africana, le farine, nelle migliori delle ipotesi, francese o tedesca se non, come ormai verificato di recente, ucraina. Sostituita alle cagliate industriali.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...